Centro Studi Articolo46

Presentata a Taormina la terza edizione della rivista di studi giuridici, economici e sociali “Apotheke”

È stata presentata la terza edizione della rivista Apotheke — curata dal “Centro Studi Articolo 46  – Impresa e partecipazione”, in collaborazione con Anpit – Azienda Italia — nel pomeriggio di venerdì 24 maggio, all’interno della manifestazione “Apotheke – strumenti per l’economia ed il lavoro”.

Hanno partecipato alla presentazione Carlo Colapietro (professore di Istituzioni di diritto pubblico dell’Università degli Studi Roma Tre), Federico Iadicicco (presidente nazionale Anpit – Azienda Italia), Carlo Pelanda (professore di Economia e Geopolitica economica dell’Università degli Studi Guglielmo Marconi, in collegamento) e Flavio Vincenzo Ponte (professore di Diritto del lavoro dell’Università della Calabria) confrontandosi sul tema dell’Intelligenza artificiale dal palco del Palazzo dei congressi di Taormina.

A questo Numero 2 – anno 2024 intitolato “Intelligenza Naturale – Scienza o coscienza? Economia e società tra l’umano e l’artificiale” hanno collaborato: Mattia Bologna, Simone Budini, Calogero Caltagirone, Tonino Cantelmi, Antonio Soccorso Capomolla, Lorenzo Castellani, Francesco Catanese, Carlo Colapietro, Giuseppe De Filippi, Marco Furnari, Vittoria Elisa Furuli, Federico Iadicicco, Alberto La Peccerella, Stefano Masini, Iconio Massara, Gianni Mignozzi, Claudio Orlandini, Andrea Pancani, Carlo Pelanda, Flavio Vincenzo Ponte, Salvatore Santangelo, Gabriele Sepio.

Per una panoramica dei contenuti, riportiamo di seguito un ABSTRACT dell’Introduzione di Alberto La Peccerella.

[…] Una perlustrazione dell’intelligenza artificiale (IA) attraverso diversi ambiti (economico, tecnologico, sociale, sanitario, giuridico, geopolitico, etico e filosofico) viene fornita nelle pagine che seguono, con l’aiuto dei molteplici punti di osservazione dei nostri autori, per riflettere e tentare di dare risposta agli interrogativi su questo mondo che cambia.

Questo numero di Apotheke si apre con una disquisizione di Calogero Caltagirone sull’“Intelligenza naturale”, che ci aiuta ad attribuire significato al concetto di intelligenza, mediante una riflessione etimologica e filosofica, anche ri-categorizzando l’intelligenza artificiale e le dicotomie (animato-inanimato, spirituale-materiale, naturale-artificiale, ecc) nelle quali mentalmente l’uomo ha la tendenza a differenziare gli ambiti dell’esistenza.

A seguire, un ragionamento su come le innovazioni tecnologiche hanno mutato (e mutano) la società, la politica (e la geopolitica), viene svolto da Lorenzo Castellani, che pone l’accento su alcuni fenomeni relativi all’IA a cui assistiamo in questi anni, come ad esempio il c.d. deep fake, degenerazione dell’intelligenza artificiale generativa, per la quale spesso il fruitore riscontra difficoltà a formare una propria reale determinazione, poiché basata su informazioni e immagini false.

Nel solco della geopolitica, ravviva il dibattito massimamente attuale sulla tecnologia nei conflitti — bellici e mercatori — tra le nazioni Salvatore Santangelo, che inquadra l’intelligenza artificiale nell’uso che queste ne fanno in termini guerra di informazioni, manipolazione delle masse, analisi dei dati.

Gianni Mignozzi, Marco Furnari e Claudio Orlandini firmano un articolo sulle dinamiche occupazionali e produttive che l’intelligenza artificiale sta generando e le prospettive che la sua applicazione determinerà nel prossimo futuro: l’accelerazione dei processi, i vantaggi e gli svantaggi per le imprese, la raccolta di dati e informazioni — e la conseguente elaborazione e  connessi risultati — come strumento supplementare per l’uomo, l’incidenza e le ricadute sulle competenze lavorative.

Assume rilievo, nel funzionamento dell’intelligenza artificiale latu sensu, l’aspetto decisorio, precipuamente in campo economico. Muove da tale considerazione Carlo Pelanda, con una riflessione sul controllo dei risultati, sui software predittivi e sui rischi dell’uso dello strumento IA,  che sta provocando una rivoluzione cognitiva di massa.

Sovente ha provocato dibattito l’intervento della tecnologia sul vivente (non umano): parliamo di agroalimentare. Ne scrive Stefano Masini, che non ne evidenzia solamente le criticità, (pensiamo al ciclo industriale, alla produzione di OGM o al cibo sintetico ottenuto in laboratorio) bensì richiama — tra le altre riflessioni sul settore agrario — anche gli aspetti positivi dell’IA nella gestione aziendale, dei macchinari e del campo, nonché nel monitoraggio della salute delle coltivazioni, degli animali e del suolo.

Andrea Pancani affronta il delicato tema dell’informazione e di come l’opinione pubblica, da sempre permeabile e sensibile alle sollecitazioni dei media, si relazioni oggi con IA generativa, talvolta capace di manipolare mediante contenuti non veri o solamente verosimili. La riflessione affronta altresì come cambi il lavoro di comunicazione di giornalisti e media company e si chiude sollecitando un ragionamento su un problema che nei prossimi decenni sarà sempre più concreto: la sostenibilità ambientale dell’IA in termini di assorbimento di energia elettrica e di uso di materiali: la tecnologia non è e non sarà mai a impatto zero.

Del rapporto che negli anni è intercorso tra digitalizzazione e pubblica amministrazione ne scrive Giuseppe De Filippi, prospettando il risultato esponenziale che da oggi, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, si potrà ottenere in termini di efficienza e operatività dei dipendenti pubblici. Ne scrive ragionando sulla riconfigurazione dei ruoli di questi ultimi nonché sul mutamento delle responsabilità e dei ‘poteri’ nella burocrazia, grazie ad automatismi o alla previsione di future banche dati di pratiche amministrative, dalle quali l’intelligenza artificiale potrebbe attingere (oggi, al contrario, l’IA si forma dai dati presenti sul web). A conclusione dell’articolo, un riferimento sul possibile uso di questo nuovo strumento in ambito tributario.

Gabriele Sepio affronta il tema dello sviluppo del welfare, del terzo settore e del volontariato in rapporto all’intelligenza artificiale. Innanzitutto il riferimento è ai piani di welfare aziendali integrati con la gestione ‘artificiale’, dunque capace di processare agevolmente i dati e monitorare i bisogni dei dipendenti. Assume rilievo altresì il supporto dell’IA in campo sanitario in termini di diagnostica e prevenzione, nonché snellimento dei processi decisionali clinici e monitoraggio della salute (su questo tema si veda anche Capomolla A.S., infra). A conclusione, Sepio interpella ironicamente la ‘diretta interessata’, rivolgendo il quesito sul Terzo settore al chatbot di intelligenza artificiale di OpenAI.

In tema di diritto del lavoro affrontiamo con l’approfondimento di Flavio Vincenzo Ponte le dinamiche di gestione delle risorse umane, con un focus sulla selezione del personale alla luce dell’IA predittiva e dei suoi software. Questo non solo ai fini dell’assunzione: l’approfondimento affronta altresì le questioni di tutela dei dati personali dei dipendenti durante il rapporto di lavoro in essere, analizzando la disciplina ex art. 8 dello Statuto dei lavoratori.

Diritto di accesso alla tecnologia per rimuovere ostacoli e diseguaglianze digitali, necessità di tutele (rafforzate) dei minori nell’uso dell’IA, sistemi di governance e di tutela dei diritti fondamentali, sono le premesse da cui muove Carlo Colapietro, che analizza accuratamente le categorie del mondo giuridico in tema di digitalizzazione e ci aiuta a distinguere gli oggetti della regolamentazione, i soggetti di tutela e i diritti fondamentali che l’Ordinamento (dell’Unione europea in primis) garantisce. Una particolare attenzione va data alla notazione di Colapietro sugli algoritmi di profilazione dell’IA che, categorizzando i dati personali e riconducendoli a gruppi di caratteristiche comuni, si configurano come nuove forme di ‘discriminazione’ digitale. Sulla questione, nel rispetto della persona umana e della sua dignità, il cit. GDPR interviene con la disciplina europea, che per certi versi scherma il cittadino dall’uso delle tecnologie e dai sistemi di IA in particolare, con il suo art. 22, a norma del quale non è possibile essere sottoposti ad un procedimento decisionale totalmente «automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici [corsivo aggiunto] che lo riguardano», richiedendosi dunque, anche per l’utilizzo dell’IA, l’intervento umano.

Il procedimento di riaccentramento delle fonti del diritto in ambito comunitario è rappresentato dall’introduzione del c.d. “AI Act”, approvato il 13 marzo 2024. Ne richiamano la disciplina Iconio Massara e Vittoria Elisa Furuli, riportando i contenuti della norma di armonizzazione. Gli autori  predetti scrivono altresì del problema di tutela del diritto d’autore e  del copyright che l’uso dell’AI talvolta fa scaturire e analizzano la posizione giuridica dei soggetti di diritto coinvolti. Su altro tema, osservano l’impatto che le intelligenze artificiali (collaborativa e sostitutiva) hanno sul mondo del lavoro.

Procedendo, la mente artificiale incontra la mente umana. Le mettono in correlazione (e a confronto) lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa psicoterapeuta Silvia Stomeo che, partendo dal concetto di machine learning di metà secolo scorso, ci accompagnano nell’esplorazione della psiche naturale e artificiale.

Come accennato supra, Antonio Soccorso Capomolla ci descrive, scandagliandone gli utilizzi che se ne fanno, l’applicazione dell’IA — delle «reti neurali artificiali» — in campo sanitario. Invero ricerca scientifica, medicina e applicazione della tecnologia vanno di pari passo e stanno rivelando come l’IA sia un fondamentale strumento per la salute e per la ricerca.

In chiusura del presente lavoro, Francesco Catanese e Simone Budini firmano ‘a quattro mani’ una riflessione sull’umano, annoverando nel testo dinamiche economiche, politiche, sociali culturali e… comportamentali!

In appendice, riportiamo il tema vincitore del concorso con borsa di studio per gli studenti delle scuole superiori, indetto da Anpit – Azienda Italia e dal Centro Studi Articolo 46 – Impresa e Partecipazione. Il concorso nazionale, intitolato “CAMBIAMENTI”, ha avuto ad oggetto lo sviluppo di una traccia sull’intelligenza artificiale.